|
| Nato nel 1952 a Città del Messico, non appena maggiorenne Manuel De Landa si trasferisce a Manhattan, dove frequenta gli ambienti alternativi del Greenwich Villane (insieme a personaggi come Philip Glass, Laurie Anderson, Peter Grennaway, David Byrne, Robert Mapplethorpe, Brian Eno, Eric Bogosian e John Lurie è stato uno degli animatori di Kitchen, lo straordinario laboratorio culturale newyorkese nato nel 1971). Messicano di nascita, statunitense di residenza e ultraeuropeo di formazione, De Landa si candida a diventare uno dei più rivoluzionari pensatori del XXI secolo grazie a una non comune curiosità intellettuale e, soprattutto, alla sua apertura nei confronti delle avanguardie artistiche e degli sviluppi tecnologici di fine secolo (è stato tra i primissimi intellettuali a intuire il potenziale della nascente industria informatica). Di Manuel De Landa è già stato tradotto in Italia La guerra nell’era delle macchine intelligenti (Feltrinelli, 1991). |
Wikipedia |
|
|
|
|
| Un’infanzia e una giovinezza tutte da dimenticare, o forse da esorcizzare grazie alla memoria salvifica della scrittura: questi gli esordi biografici di Jenny Diski, nata a Londra nel 1947 da una coppia male assortita di immigrati ebrei e subito esposta a una crudele girandola di adozioni famigliari ed espulsioni scolastiche, intervallate da più o meno lunghe parentesi presso istituzioni correttive e più o meno saltuari tentativi d’impiego. Dopo vari anni di latitanza esistenziale, scopre in sé una straordinaria vocazione intellettuale e s’iscrive, ormai trentacinquenne, alla Facoltà di Antropologia: ma ancora una volta, anziché laurearsi, completa d’impulso il suo primo romanzo, Contro natura, che per la scabrosità dell’argomento e il candore (dichiaratamente autobiografico) della confessione s’impose all’attenzione del pubblico inglese, seminando zizzania tra le femministe e insinuando disagio nel partito dei maschi. |
Wikipedia |
| Sito dell'autore |
|
|
|
| Generazione del ’58, laurea a Oxford, una lunga militanza giornalistica per svariate testate culturali di prestigio, un impegnativo studio sulle arti visive e finalmente, nel 1989 Brixton Bop, il romanzo d’esordio che, ambientato nella turbolenta periferia londinese degli anni Ottanta, gli ha valso un seguito di culto presso i giovani post-tatcheriani. Appassionato di letteratura, fotografia e musica, Geoff Dyer si è qui prodotto in un ardito e finora intentato saggio di fusione dei tre generi per cui gli sono stati riconosciuti il Premio Somerset Maugham come migliore scrittore inglese giovane, e il Premio Charles de Launey per il più bel libro d’argomento musicale. |
Wikipedia |
|
|
|
|
| Joël Egloff (1970) è considerato da anni uno dei migliori scrittori francesi della nuova generazione. Nel 2004, con Edmond Ganglion & Figlio, ha vinto il Prix Alain-Fournier. Il successo del romanzo successivo, Lo stordimento (vincitore del prestigioso Premio Inter 2005), lo ha reso noto anche presso il grande pubblico. Instar ha pubblicato in Italia tutti i suoi libri. |
Wikipedia |
|
|
|
|
| Newyorkese per nascita e residenza, ma con una molteplicità di paesi di formazione (tra gli altri, Israele e l’Italia) parallela al nomadismo dei suoi interessi (che includono la pratica del canto in sinagoga e l’ecologia del proprio giardino), il quarantunenne Evan Eisenberg fa di professione il critico musicale, ma non disdegna di collaborare a riviste di economia o di medicina o, quando capita, di filosofia in cui peraltro è laureato. |
|
| Sito dell'autore |
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 5 di 14 |